Provenza, Camargue e Costa Azzurra: Profumi e colori indimenticabili

Ciao!

approfitto di questo pomeriggio “libero” per raccontare un po’ del viaggio fatto questa estate.

Impossibile descrivere i colori, i profumi, le emozioni che la Francia del Sud ha saputo trasmetterci! Quello che più mi ha colpito è stata la diversità dei luoghi, come se fossimo in tanti “scenari” così diversi ma così vicini!

Il sole e il mare blu della Costa Azzurra, il silenzio e la natura della Camargue, la storia romana di Avignone e Arles, i monti del Luberon, il rosso fuoco del Colorado francese, la lavanda in fiore del Plateau de Valensole, le rocce spaccate dall’acqua delle Gole del Verdon… Che viaggio…

Ecco il nostro racconto di viaggio.

In totale abbiamo percorso circa 2000 km (abbiamo… HA mio marito, io non ho mai toccato l’acceleratore ihihihi e per la cronaca…mio marito fa l’autista!!! Giusto per farvi capire quanto ammmore ci lega ihihi) ed abbiamo speso TUTTO COMPRESO circa 2.000 € (compreso quindi il mangiare). Non male per 3 persone, per 15 giorni.

Per l’organizzazione del viaggio, mi sono appoggiata come sempre a Lonely Planet, turistipercaso.it, tripadvisor e al sito ufficiale, davvero ben strutturato e intuitivo: provenzafrancia.it

E’ stato un viaggio davvero semplice da fare con Ricky (età: quasi 3 anni). Lo consiglio vivamente!

Premetto che ho un bambino superdinamico ed attivo…ha mollato il passeggino a circa 15 mesi e non l’ha mai più voluto vedere. Quindi – GIURO – ha camminato tantissimo e fatto percorsi per i quali pure io a un certo punto non riuscivo più a percorrere!! L’unica sorpresa sono state le curve…povero, ha sofferto non poco, quindi attenzione alle strade in collina con curve su e giù!

Abbiamo idealmente diviso la vacanza in due: mare e relax + viaggio itinerante. Personalmente, avrei invertito le cose, ma avevamo trovato un’ottima offerta per l’ultima settimana di giugno e ne abbiamo approfittato.

Tappa 0 – Port Grimaud, Saint Tropez e Ile de Porquerolles

Abbiamo soggiornato presso Riviera Soleil, un insieme di bungalow siti all’interno del campeggio Les Praires de la Mer (a Port Grimaud, raggiungibile tranquillamente a piedi dal campeggio stesso). Soggiorno supertranquillo, proprietaria gentilissima e sempre presente e disponibile . Abbiamo speso € 400 per una settimana. Il mare dista circa 5 minuti a piedi, tutti i servizi all’interno del campeggio (compreso un mini parco divertimenti che sfruttavamo al ritorno dal mare). Mare tranquillo ma il vento ci ha sempre accompagnato. Fastidioso solo per il freddo appena usciti dall’acqua, ma non c’era sabbia fine quindi non sollevava nulla.

Durante la settimana, abbiamo fatto delle gite fuori porta a St. Tropez (graziosa) (partendo da Port Grimaud) e ad una spiaggia lì vicino (Les Salines, favolosa, incamminatevi un po’ e superata gli ombrelloni a pagamento, la raggiungerete).

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Una giornata intera l’abbiamo dedicata alla visita dell’Ile de Porquerolles: semplicemente meravigliosa!!!

Ci siamo diretti a la Tour Fondue per imbarcarci sul traghetto (€ 18,50 a persona!). Una volta là, abbiamo noleggiato due bici e l’abbiamo girata (solo la parte nord, più in piano e meno accidentata). Attenti alle indicazioni o finirete a fare fatica per nulla, specialmente verso sud!! Miraccomando, non andate da quelli che incontrate subito al porto, andate un pochino dentro, sulla sinistra, e la noleggerete a un po’ meno di sicuro!. Ci siamo poi fermati nel pomeriggio nella bellissima (e affollatissima!) Plage de Notre Dame, sul Circuit du Mistral. Un paradiso per i bambini (mi ha molto ricordato la spiaggia di Lodo in Corsica).

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La seconda settimana è stata decisamente più impegnativa (ma dal mio punto di vista – solo mio 🙂 – la migliore).

Tappa 1 – Port Grimaud – Les Calanques – Istres

Arrivati al porto di Cassis, abbiamo preso uno dei tanti traghetti che partono per le gite (l baracchino unico è al porto – € 18 per 5 Calanques – 65 min, € 15 per tre – 45 min) che ci ha portato a visitare 5 calanques nei pressi di Marsiglia (si possono scegliere varie soluzioni, vedi sito). Molto suggestivo anche se scomodo per chi come me ama fotografare! Se potete, mettevi in alto e sul muso della barca, per avere la visuale migliore.

Per nostra scelta, abbiamo dovuto a malincuore rinunciare a visitare le “città”, preferendo invece la natura, ovviamente pensando al piccolo prima che a noi. E’ stata però una scelta azzeccata.

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Pernottamento: a Istres a Les Heures Claires (nulla da visitare, posto molto tranquillo scelto perchè tattico in quanto già molto vicino alla Camargue – camera con vista lago e cucina annessa, quindi l’ideale per cucinare cibi sani per il bambino!)

Tappa 2 – Istres – Salin de Giraud – Arles – St Marie de La Mer (Camargue)

Partiti da Istres ci siamo diretti verso la parte est della Camargue. E’ stato divertente seguire il navigatore, che a un certo punto ci ha proprio detto “tra 50 metri, attraversate il fiume”. Momento di panico. Eh??

Di fronte a noi, all’ultimo, ci appare una chiatta che collega in circa 10 minuti una sponda all’altra, evitando così che si perdano ore a salire verso Arles e poi riscendere. Il tutto per 5€, meno della benzina che avremmo consumato 🙂

La Camargue è davvero unica: desolata, selvaggia, aspra, per anime solitarie. Sulla strada per le Saline de Giraud vediamo cavalli liberi, fenicotteri che ci volano sopra la testa. Unico.

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Ci godiamo per un’ora la libertà sulla spiaggia di Piemanson, dove il tempo sembra essersi fermato, il luogo ideale per ammirare l’orizzonte e sentirsi in pace con se stessi.

Ricky corre con il suo papà avanti e indietro su questa spiaggia quasi desolata, si rotola, si rialza, puccia i piedi nell’acqua. Una scena dolcissima. E io li guardo godendo del silenzio e del solo rumore delle onde che si infrangono a riva.

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Ripartiamo in tarda mattinata per recarci ad Arles, dove ci ritroviamo in mezzo ad una festa del paese a nostra insaputa. Davvero bello vedere gli arlesiani girare in costumi dell’800 (sotto quel sole!), così colorati e ricchi di storia. Dopo un paio d’ore per le viuzze del borgo, ripartiamo per giungedere a St Marie della Mer, dove pernotteremo. Lì, visitiamo il Parc Ornithologique du Pont de Gau, per vedere i fenicotteri da vicino.

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Pernottamento: 2 notti a l’Auberge de la Fadaise  – Davvero bello e super adatto alle famiglia, con cavalli che pascolano tranquilli e stanze che affacciano direttamente su una pulitissima piscina circondata di lavanda. Buona anche la cucina con specialità del posto (lo spezzatino di toro con timballo di riso basmati è stato spazzato via in poco meno di un secondo!)

Tappa 3 – St Marie de La Mer – Aigues Mortes (Camargue)

Il giorno successivo lo passiamo ancora in Camargue.

Al mattino ci rechiamo ad Aigues Mortes, una tranquilla cittadina fortificata davvero carina da girare. Prendiamo il biglietto e facciamo un giro sulle strette mura che circondano la città, da cui si godono scorci bellissimi sul rosa/violaceo delle saline poco fuori da lì.

Quella è infatti la nostra meta. Prendiamo due biglietti (Ricky non paga) e prendiamo il trenino che ci porta a visitare le saline al loro interno. Il giro a mio avviso dura un po’ tantino (e Ricky non riesce a godersi molto lo spettacolo di colori davanti ai nostri occhi), ma è piacevole fare una sosta in un piccolo baracchino all’interno delle saline per comprare prodotti locali da una signora davvero simpatica.

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Nel pomeriggio rientriamo a St. Marie per visitarla. La troviamo però deserta, un po’ sporca, come lasciata andare. A parte la salita sul tetto della chiesa, la città in sé non mi trasmette nulla. Aihmè la pioggia (l’unica incontrata per fortuna!) non ci permette di noleggiare la bici per la classica gita per raggiungere il Phare de Gacholle, e rientriamo pertanto in albergo, per un più che meritato sonnellino.

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Tappa 4 – St Marie de La Mer – Avignone – Fontaine-de-Vaucluse – Abbaye Notre Dame de Senanque – Gargas

In mattinata ripartiamo per visitare Avignone. Giusto una gita “lampo” per vedere il Palazzo dei Papi e ponte annesso, e fare una passeggiata per le viuzze del centro. Consiglio di lasciare la macchina nel parcheggio dell’isola Piot (route de l’islon 43.95156,4.793944 ), da lì partono navette gratuite che accompagnano fino al centro storico.

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Per pranzo ci fermiamo a Fontaine-de-Vaucluse, in un carinissimo ristorantino nel centro, affacciato sul mulino e il ponte sotto il quale scorre un’acqua ricca di sfumature blu e verdi . Incantevole. Finito il pranzo, a piedi ci rechiamo a visitare (poco fuori dal centro) la famosa sorgente.

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Nel tardo pomeriggio, prima di giungere al prossimo albergo, ci fermiamo a visitare l’Abbazia di Notre Dame de Senanque, famosissima per i campi di lavanda che la circondano. Per arrivarci preparatevi a percorrere strade strettissime e piene di curve! Ma lo spettacolo che ci si trova davanti è davvero bellissimo. Peccato solo per l’ammasso di turisti che a fiumi si spintonato per rubare una fotografia (non parliamo di quelli che se ne fregano delle regole e calpestano quel terreno coltivato con pazienza e fatica!!).

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Arriviamo a Gargas, passandano per Gordes (una cartolina, arroccato in cima a un monte!) ma senza fermarci, per pernottare presso Le Moulin de Lavon.

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Ecco: questo è il posto più bello dove siamo stati. Chissene se il pavimento cigolava o la stanza era piccola. L’accoglienza ricevuta, il vino ed il cibo a volontà preparato “in casa” da Isabelle e Gilles, e le cene nel mezzo dei vigneti nella pace più totale e accompagnate da grilli, risate e fisarmonica  insieme a tutti gli ospiti (danesi, belga e francesi) sono state la vera essenza di questo viaggio provenzale. Lo consiglio vivamente, io ci andrei a vivere 😛

Ottimo anche il fatto che ti mettono a disposizione un grande frigorifero, lavatrice e asciugatrice.

Ci siamo fermati due notti.

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Tappa 5 – Rustel e Roussillon – Il Luberon, Il Colorado provenzale ed il Sentiero delle Ocre

Al mattino abbiamo prima visitato Rustrel.

Ci sono tre diversi percorsi – facile, medio, difficile. Abbiamo optato per il secondo, il Sentier du Sahara, ma se tornassi indietro non lo rifarei!!! E’ stato davvero difficoltoso inerpicarsi su strade fatte di acqua, fango e sassi con un bambino di nemmeno 3 anni (ovviamente a piedi, con passeggino è inpensabile), quindi in famiglia consiglio di scegliere il percorso più breve, che tanto porta comunque a camminare tra le rocce rosse del colorado della provenza. Il vantaggio del giro più lungo è lo spettacolo delle rocce visto dall’alto!

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Nel pomeriggio invece ci siamo spostati a Roussillon, e percorso il semplice Sentiero delle Ocre (ingresso € 2,50), un’ambientazione meno aspra di Rustrel. Non vi dico la gioia di Riccardo nel rotolarsi nella finissima sabbia rossa, e la mia disperazione all’idea di dover lavare poi tutto quanto!! Quindi, vestitevi di scuro e con scarpe alle quali siete poco affezionati!

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Tappa 6 – Plateau de Valensole (i.e. meravigliosi campi di lavanda in fiore) e Lago di Ste Croix

Ed ecco la tappa che aspettavo di più di tutte: i campi di lavanda!!

Partiti al mattino presto, abbiamo raggiunto Lagarde D’Apt. Ahimé, non ho incontrato nulla di quello che mi aspettavo!! Abbiamo perso un sacco di tempo a girare e ci siamo persi, e questa cosa non ci ha permesso di visitare tutta la zona di Bonnieux 🙂

Abbiamo quindi optato di raggiungere direttamente il Plateau de Valensole. Dopo aver pranzato a Manosque, ci siamo “immersi” in un capolavoro di colori e profumi, fermandoci verso Valensole a passeggiare tra i campi di lavanda in fiore e a godere di quel profumo così intenso.

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A metà pomeriggio, siamo arrivati ad Aiguines, punto in cui il fiume Verdon sfocia nel lago di Sainte Croix.

Panorama mozzafiato. Un’acqua limpida e turchese, che si stringe sempre più per insediarsi tra le rocce altissime che la circondano. Decidiamo quindi di noleggiare un pedalo’ per un’oretta per addentrarci all’interno di questa meraviglia della natura.

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Terminato il giro, ci dirigiamo a Les Salles sur Verdon, dove pernotteremo presso […] per due notti (molto semplice e spartano, spiaggia del lago adiacente ma con una discesa lunga e ripida (immaginatevi a risalire!).

Tappa 7 – Gorges du Verdon

Questa è sicuramente la tappa più ricca di emozioni e sensazioni. Lo spettacolo delle Gole del Verdon è possibile descriverlo solo trovandosi lì. Anche guidare è piacevole, tante curve ma abbastanza larghe e (stranamente, ma era giugno) poco trafficate.

Abbiamo visitato le gole attraverso un anello che idealmente le circonda. Partiti da Les Salles sur Verdon, ci siamo diretti a nord ad Aiguines, da qui abbiamo preso la strada (ben segnalata) verso la Palud. Attenzione, da qui parte un altro piccolo anello che parte e termina a La Palud sur Verdon, percorribile però per interno solo da est verso ovest. Questa strada è pienissima di vista point da cui godere appieno di questo luogo.

Da qui verso est ci siamo diretti fino al Pont de Soleil per fermarci e pranzare.

Qui ci sono aree attrezzate per pic nic nel bel mezzo della natura più incontaminata!

Siamo poi ripartiti e scesi verso sud per imboccare la Corniche Sublime, cioè la strada che costeggia le gole a Sud (molto più impervia del nord, ma secondo me ancora più bella!!).

Anche se i km sembrano pochi, prendetevi un giorno intero per visitare questa zona, verrete ripagati di tutto!

La sera – visto che era il nostro quinto anniversario di nozze!! – abbiamo festeggiato cenando a Le Cote Lac, un grazioso ristorante che affaccia sul lago. Abbiamo mangiato bene ad un prezzo abbastanza accessibile (se si scelgono i menu da loro proposti)! Piatti particolari ma sfiziosi.

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Tappa 8 – Cannes e Antibes

E’ il momento di abbandonare la natura e ritornare alla mondanità. Avendo anni fa già visitato Nizza e Montecarlo, abbiamo optato per la visita di Cannes e Antibes.

Cannes è una semplice trappola per turisti, anonima e triste, si salva solo il parchetto adiacente al porto. Abbandonata in meno di un’ora.

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Abbiamo passato il pomeriggio in spiaggia ad Antibes, praticamente schiacchiati in mezzo a mille milioni di persone.

Peccato, giornata buttata via così… ma eravamo proprio stanchi.

Tappa 9 – Saint Paul de Vence e rientro a casa 😦

Ultimo giorno a disposizione, ripartiamo verso casa e ci fermiamo a Saint Paul de Vence, un bellissimo borgo in cui passeggiare tra le piccole vie di pietra circondati da atelier di artisti del posto. Un paese ricco di gusto e arte, davvero grazioso.

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A malincuore, nel pomeriggio ripartiamo e senza troppi problemi rientriamo dopo circa 4 ore nel varesotto, pieni di ricordi di un luogo unico, adatto a tutte le età, a tutte le tasche, e soprattutto a chi come me ama la tranquillità e le atmosfere un po’ shabby e la natura in ogni sua forma.

Dopo questo lunghisssssssssssssimo poema, vi saluto!!

Ele.

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DIY – Rivestire un armadio di stoffa

Ciao a tutti!

In questi giorni di fine estate, sto cercando di approfittare del fatto che Ricky possa “sfogarsi” all’ aperto per andare avanti nella trasformazione della mia lavanderia in craft room (da leggersi “la mia lavanderia comunica con il garage e la zona all’ aperto, così lavoro e butto un occhio al bimbo che si diverte a inzozzarsi a terra giocando con trenini / ruspe / tutto ciò che ha delle ruote”).

 In effetti era da un po’ che non ci mettevo mano, complice il fatto che ero strapresa nella creazione delle cosine per l’asilo del mio nano malefico.

E così mi sono decisa a tirare fuori i metri di stoffa comprati da Giesse Scampoli(sfondo bianco latte con poix grigio tortora, un affarone da 10€/mt per una lunghezza di 2.20!) per creare le tendine del mobiletto basso shabbato tempo fa e rivestire le ante dell’armadio (anch’esso sbiancato a dovere).

Se per le tende (semplicissime) ho seguito questo ottimo tutorial, non sono riuscita a trovarne uno adattissimo per rivestire le ante (l’unico che ho trovato è questo, anche se non precisissimo).

Così ho deciso di arrangiarmi da sola!! 🙂

So bene che non ho creato nulla di preciso e perfetto, ma per lo scopo che mi ero prefissata, sono super contenta del risultato ottenuto!

Per iniziare, ecco i materiali:

–        Due ante (le mie, L35xH178XP1)

–      Due striscioni di stoffa di circa 80×185 (ho aggiunto 10 cm circa per parte e son bastati, visto lo spessore di 1 cm dell’anta)

–        Due lastre di gommapiuma (spessore 0.5 cm) tagliate 34×176 (poco meno delle ante)

–        Due maniglie (prese all’Ikea)

–        Chiodini

–        Sparapunti

–        Martello

–        Avvitatore e viti

–        Un marito paziente

Vi mostro quindi come ho fatto:

1)      Prima di tutto, ho smontato ante, cerniere e maniglie 🙂

2)      Con un martello e dei chiodini, ho “fissato” la gommapiuma sulla facciata esterna dell’anta (pochi ma buoni, sopra, al centro e sotto). Non ho fatto delle foto ma è semplice da fare;

3)      Ho stirato ACCURATAMENTE (dopo averla lavata!) la stoffa per togliere il più possibile ogni piega dalla stessa (immaginate lo stato pietoso in cui era tutta piegata in mille!!);

4)      Aiutandomi con il divano (lungo abbastanza, altrimenti potete lavorare a terra facendo però attenzione che lo stesso sia lindo e brillante) ho posizionato la stoffa bella tirata a faccia in giù (rovescio verso l’alto), e ci ho poggiato sopra l’anta con la gommapiuma rivolta verso il basso, come da foto:

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5)      Ora. Immaginate di impacchettare un regalo di Natale. Lavorando sul lato lungo, ho risvoltato all’interno circa 13 cm di stoffa, fissandola con lo sparapunti (consiglio: tenete accanto a voi una riga in modo da mantenere sempre la stessa distanza nel risvolto!);

6)      Ho fatto la stessa cosa per il lato opposto, tirando la stoffa il più possibile, con la differenza che, prima di pinzare, ho fatto un piccolo “orlo” di un cm verso l’interno (mantenete una distanza di circa 15/20 cm da una graffetta all’altra, sarà sufficiente). Il risultato finale è stato questo:

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7)      Per il lato corto, vi mostro i passaggi fatti perché si capiscono di più con gli occhi che non le parole!

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8)      Una volta chiuso il nostro pacchettino, con la forbice ho tagliato a stella nei buchi dove ho successivamente inserito le cerniere:

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9)      Infine, grazie al mio amato maritino, ho attaccato le maniglie, che OVVIAMENTE erano più grandi di quelle precedenti! Ho quindi creato da zero (lavorando sulla parte interna dell’anta) con avvitatore e vite a punta gli spazi dove inserire le viti delle maniglie (questo perché quelle in dotazione non erano a punta ma piatte, tanto per complicarci la vita!!)

10)   E finalmente… ecco pronto tutto! In armonia con le tendine!! Sono così contenta!!

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Spero di essere stata d’aiuto con questo piccolo tutorial per chi ha voglia di creare un tocco particolare ad un elemento di arredo neutro o anonimo come quello da cui sono partita io!

Un abbraccio, prossimo progetto: sbiancare la nuova mensola, che altro non è che questa rastrelliera dell’Ikea!

A presto!

Ele.

Set asilo fai da te

Back again!

Finalmente un attimo di pace per aggiornare un po’ il mio blog…

In questi giorni sono stata superimpegnata a creare il set per l’asilo del mio cucciolino, che il 02/09 inizierà finalmente questa nuova ed importantissima avventura!

E’ stata però un’avventura anche per me…in quanto (praticamente) è stata la mia “prima volta” di un SAAAACCO di cose!!

La mia prima cerniera

Il mio primo applique

Il mio primo astuccio

La mia prima “drawstring bag”

Il mio primo “freehand machine embroidery”

Insomma…. Un pasticcio unico ahah

Ecco qua il risultato delle mie fatiche!! Tutto in tema “scoiattolo” perchè Ricky sarà nella classe degli Scoiattoli!

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Non ho preparato nessun tutorial per imbranate come me in quanto in rete si trova davvero il mondo.
Vi segnalo quelli che ho usato io per riuscire a fare quello che ho fatto:
Astuccio in English  e in italiano
Per l’asciugamano non ho seguito nessun tutorial perché ho solo creato delle applique su una struscia di tessuto che ho poi cucito lungo la parte corta piegando tutti e quattro gli orli.
Per i bavaglini, ho semplicemente stirato della stoffa termoadesiva sulla quale ho “timbrato” il nome d Ricky.
Ora invece mi sto dedicando a un progettino che vi svelerò più avanti 🙂
Per ora vi saluto e corro a creareeeeeeeeeeee
Baci
Ele.
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Ops!!

Che vergognaaaa

Quasi due mesi di silenzio sul blog… non va beneeee

Ahimè è stato un periodo un po’ impegnativo per via delle ferie prima e del trauma del rientro poi! Finalmente questa settimana c’e un po’ di pace e riesco a scrivere due righe!

Ora sto assemblando il set per l’asilo di Ricky e creando un altro progettino “segreto” che vi mostrero piu avanti eheh

 

 

Per ora… buon ferragosto!!! E a breve vi raccontero lo splendido viaggio che abbiamo fatto e vi farò vedere i lavoretti a cui mi sto dedicando anima e cuore!

 

 

Kisses,

Ele.