Gita fuori porta: Val Formazza

Ciao a tutti

Un breve post per consigliare una gita di due giorni nell’incontaminata Val Formazza

Le camminate da noi scelte sono molto fattibili con un bambino di 5/6 anni, sempreché sia già abituato a camminare (stiamo parlando di circa 30 km in due giorni!).

GIORNO 1 – Alpe Devero > Lago delle Streghe (Lago Azzurro) > Lago di Devero (o Codelago) > Crampiolo + Orridi di Uriezzo

Siamo partiti da Varese, in un’oretta e 20 siamo arrivati alla prima tappa: Alpe Devero.

Abbiamo parcheggiato l’auto presso tale località ed iniziato il nostro cammino verso il Lago delle Streghe e successivamente al Lago di Devero (o Codelago), per poi tornare indietro attraversando Crampiolo (Piantina).

Il tutto in circa 4h, fermandoci a mangiare per un pic-nic in riva al lago di Devero.


Nel pomeriggio ci siamo recati a Premia, seguendo le indicazioni per visitare gli Orridi di Uriezzo, davvero bellissimi! Dall’oratorio di Santa Caterina (dove c’è un piccolo parcheggio) abbiamo iniziato il percorso a piedi visitando dapprima l’orrido Ovest, successivamente il suggestivo Orrido Sud arrivando fino alle marmitte dei Giganti. Il tutto con calma per 1h30.


GIORNO 2 – Riale > Diga di Morasco > Alpe Bettelmatt > Lago di Morasco + Cascate del Toce

Verso le 9,30 ci siamo recati a Riale, parcheggiando l’auto poco prima del paese (consiglio però di arrivare fino al parcheggio della Diga e tornare indietro a piedi per visitare Riale, perché merita).

Abbiamo percorso in piano la prima tratta fino alla Diga, dopodiché al bivio per dirigersi all’Alpe Bettelmatt (che si incontra al termine della sponda sinistra del lago), abbiamo optato per il percorso in salita a tornanti sulla nostra destra (non segnalato da cartelli), più lineare (a tornanti ma ampio e con terreno in piana) ma più “noioso” per il piccolo, cascatella da attraversare a piedi a parte, il tutto per circa 1h30 (Piantina).

Ci siamo fermati per un pic-nic nella meravigliosa piana di Bettelmatt, in mezzo (ma proprio accanto!) alle mucche che pascolavano godendo del silenzio ed ammirando il Lago di Morasco dall’alto.

Dopo pranzo abbiamo optato di scendere a valle per il percorso opposto, e terminare il giro del lago sulla sponda opposta, attraversando infine la diga e tornando a Riale. Il tutto (con pausa picnic e pausa riva lago) in 4 ore.


A soli 2 km, sulla strada del ritorno, abbiamo visto la Cascata del Toce dall’alto (controllate sempre gli orari di apertura!), ripreso la macchina, facendo una sosta foto a valle della Cascata.

Per chi ha tempo e voglia, c’è un percorso per arrivare a piedi da cima a valle o viceversa.


Che dire: ci torneremo sicuramente!

Un abbraccio

Eleonora.

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Gita fuori porta: Parma e i borghi piacentini

Ciao a tutti!

Un breve post per raccontarvi la sorpresa organizzata dalla mia dolce metà per festeggiare il nostro settimo anniversario di nozze! Un weekend sorpresa a spasso per Parma e per i colli piacentini, alla visita dei meravigliosi borghi medievali della zona.


Giorni – 2 (sabato e domenica)

SABATO

Tappa 1: Parma – 2/3 ore

Parma è davvero graziosa, e l’essenziale si visita molto facilmente poiché concentrato nel centro storico (c’è anche il mercato al sabato mattina!). Abbiamo visitato la Cattedrale ed il Battistero, per poi passeggiare in zona.

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Tappa 2: Val D’Arda e Vigoleno (1h)

Cioè: la mia tappa del cuore. Girare in auto per i colli piacentini in estate è fantastico. Il verde e il giallo dominano incontrastati, tra valli ricche di vigneti e campi sterminati di girasoli!

Raggiungiamo brevemente il borgo di Vigoleno (PC),  davvero un incanto.

Breve descrizione tratta da questo sito

L’intero borgo, di forma ellissoidale, è racchiuso da imponenti ed integre mura merlate, percorse interamente da un camminamento di ronda dal quale si ha l’opportunità di ammirare un’eccezionale panoramica su tutta la Val Stirone. L’unico accesso al borgo, in corrispondenza del mastio, è preceduto da un “rivellino”: una fortificazione di forma allungata che serviva a proteggere la porta vera e propria ed a facilitare le sortite. La struttura urbana è invece dominata dal mastio quadrangolare, dotato di feritoie, beccatelli e merli ghibellini. In questa possente torre è ospitato un percorso informativo e fotografico sul borgo di Vigoleno e sulla sua architettura. Dal mastio il camminamento di ronda conduce alla seconda torre del borgo, in prossimità della quale sorge la parte più propriamente residenziale del complesso fortificato. Oltrepassate le fortificazioni poste all’ingresso del borgo si accede alla piazza, sulla quale prospetta l’oratorio della Madonna delle Grazie.

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Tappa 3: Castell’Arquato (2/3h)

Anche passeggiare per questo borgo è un incanto (a parte i 40 gradi e i raggi di sole che si battono sulle nostre teste). Dal sito ufficiale:

Una passeggiata nel borgo di Castell’Arquato vi permetterà di ammirare diversi e splendidi monumenti. Partendo dal basso paese, iniziando la visita dal Viale delle Rimembranze, troverete l’imponente Torrione Farnesiano. Accanto si erige il Palazzo del Duca con l’omonima fontana. Proseguendo la salita e prendendo la via chiamata “Solata” appare la maestosa Rocca Viscontea. Giunti davanti alla Rocca lo sguardo rimane incantato dalla Piazza Monumentale in cui sono rappresentati i tre poteri del medioevo: il potere religioso (la Collegiata), il potere militare (la Rocca), il potere politico (il Palazzo del Podestà) . Questi sono solo alcuni dei monumenti che potete visitare a Castell’Aquato: ogni angolo del paese é una scoperta ed una magia.

Ceniamo e pernottiamo in zona.

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DOMENICA

Tappa 4: Grazzano Visconti (3h)

Ultima tappa, Grazzano Visconti. Sicuramente più “commericiale” degli altri (anche perché non autentico), ma posso assicurarvi che Riccardo si è davvero divertito un sacco! A misura di bimbo sotto ogni aspetto! Per info.

Grazzano Visconti fu ideato e realizzato agli inizi del 1900 dal Duca Giuseppe Visconti di Modrone con raffinato gusto scenografico e grande ricercatezza nei particolari e nelle decorazioni.

Antichi documenti testimoniano l’esistenza di un centro abitato nel 1300 ed infatti il nome Grazzano deriverebbe da un tale “Graccus Graccianum”, proprietario, in quegli anni lontani, di terre in questa località.

Verso la fine del 1400, Gian Galeazzo Visconti, con un editto a Pavia, concesse alla figlia naturale Beatrice, già sposa del nobile piacentino Giovanni Anguissola, il permesso di costruire un castello, che nei secoli seguenti fu teatro di diversi fatti d’armi, in quanto feudo dei nobili Anguissola.
Questa  importante famiglia piacentina mantenne il possesso del maniero sin al 1884, quando la Contessa Fanny, nata  Visconti e sposata Anguissola, perse il marito e l’unico figlio lasciando i beni al fratello Guido Visconti, del ramo della Contea Milanese di Modrone.

Per opera del Duca Giuseppe Visconti, il Biscione ritorna a Grazzano ed il borgo, da un nucleo di catapecchie e vecchie stalle limitrofe ad un castello in rovina, diventa un villaggio in stile neomedievale.

Le torri del Castello assumono l’imponenza tipica della fortezza viscontea, logge e camminamenti si completano di merlature ghibelline, le facciate in mattoni diventano più armoniche e severe con graffiti e decorazioni caratteristiche del gusto lombardo.
Una lussureggiante cornice di alberi secolari, statue, vialie fontane, costituiscono il grande parco, mentre all’esterno sorgono edifici rispondenti in tutto alle linee stilistiche dei primi secoli dopo il 1000; i rapporti architettonici risultano armoniosi e piacevoli e i vari elementi dell’arredo urbano – fontanelle, balconi, finestre, colonnine, stemmi
e iscrizioni – sono sapientemente collocati.

Unica pecca: Castello chiuso a luglio! Beh, ci torneremo sicuramente!

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Consiglio davvero questo breve itinerario, ricco di paesaggi collinari, e soprattutto sapori (siamo nella patria dei salumi e di ottimi vini rossi)!

Un abbraccio,

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